Economia Politica 

Pedaggi autostradali, nuovo aumento con il 2026: Sanna (Pd) attacca e annuncia un’interrogazione

Con l’inizio del nuovo anno scatta un aumento medio dell’1,5% dei pedaggi autostradali. Il capogruppo Pd in Regione Liguria Armando Sanna denuncia rincari “sempre a carico dei cittadini”, critica il silenzio di Regione e Governo e punta il dito contro concessionari e condizioni della rete ligure. Annunciata un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere responsabilità e tutele

Il 2026 si apre, per chi viaggia in autostrada, con un nuovo rincaro dei pedaggi. Un aumento che in Liguria riaccende immediatamente la polemica politica.

Perché l’aumento torna ora: lo stop dal 2020 e la decisione dell’Autorità

In coda alla polemica politica c’è anche un elemento tecnico: con il 2026 i rincari tornano ad applicarsi in modo più uniforme, con un incremento medio dell’1,5%. L’adeguamento è legato alle determinazioni dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) ed è stato rafforzato da un pronunciamento della Corte Costituzionale.

Negli anni precedenti, a partire dal 2020, gli aumenti erano stati di fatto congelati in più occasioni dal Governo attraverso il decreto Milleproroghe: prima per l’emergenza pandemica, poi nel quadro della rinegoziazione degli accordi e dei meccanismi tariffari. Con il nuovo anno, quel freno viene meno e gli adeguamenti tornano a incidere sulle tariffe pagate dagli automobilisti.

A intervenire è il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Armando Sanna, che parla senza mezzi termini di un “ennesimo regalo” pagato dai cittadini.

Secondo Sanna, i rincari arrivano «nel silenzio totale della Regione Liguria e del Governo», con un copione che si ripete: a pagare sono gli utenti, mentre a beneficiare degli aumenti sono i concessionari. «Ancora una volta – attacca – i liguri si trovano a viaggiare su autostrade tra le più care d’Italia e anche tra le più disastrate».

Cantieri, disagi e sicurezza

Nel mirino finiscono le condizioni della rete autostradale regionale, segnata da cantieri infiniti, corsie chiuse, code quotidiane e incidenti continui. Per il capogruppo dem non si tratta di un adeguamento marginale: «Non parliamo di pochi centesimi, ma di rispetto, sicurezza e dignità per un territorio che da anni paga senza ricevere nulla in cambio».

Sanna punta il dito anche contro l’assenza di prese di posizione da parte del Governo e delle istituzioni regionali, chiamando in causa direttamente Matteo Salvini e il presidente della Regione Marco Bucci, accusati di restare immobili di fronte all’ennesimo aumento.

L’iniziativa in Consiglio regionale

Di fronte a questo scenario, l’esponente Pd annuncia un’iniziativa formale: presenterà un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere spiegazioni sugli aumenti, chiarire le responsabilità e pretendere misure di tutela per i cittadini liguri.

Il messaggio conclusivo è netto e simbolico: «La Liguria non è una bancomat. E qualcuno deve iniziare a dirlo forte». Un avvertimento che apre il nuovo anno all’insegna dello scontro politico sul tema delle infrastrutture e dei costi a carico degli utenti.


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